Cose che mi fanno fare grrr
Nel ‘92 ascoltavo spesso ‘things that make you go hmmm‘ dei fantastici C&C Music Factory. La mia parte preferita (o ‘favorita’ come direbbe un italiano che ha vissuto troppo a lungo negli States) è:
There was a friend of mine named Jay
Would come over late at night and say hey
I watched the fight.I thought is was alright.
‘Cause me and Jay were really really tight
So damned close we had the same blood type.
Months went by and my wife got big
We were havin’ a child and I got another gig
So I let Jay move into the crib and chill
He had his own room and helped pay the bills
The time had come (for the baby down to the scene)
It looked like Jay and I couldn’t believe
Before my eyes in the delivery room…
Della canzone ho deciso di sfruttare il titolo, variarlo leggermente ed eccovi una rubrica che diventerà settimanale. Negli ultimi sette giorni queste sono state le situazioni che più mi hanno infastidito:
5. Serena Williams rinuncia a giocare gli US Open – già che ci sono utilizzo un altro slogan di qualche anno fa: ‘No Serena, No Party’. Un torneo del Grande Slam senza di lei perde tantissimo. Eravamo già privi di Justine Henin, pure Serena no. Inoltre, Caroline Wozniacki diviene la n°1 del seeding e la cosa non mi entusiasma per niente (è la 3a favorita dei bookmakers dopo Clijsters e Sharapova). Io mi chiedo: come ha fatto a mettere il piede destro sul vetro? Soprattutto, come ha fatto a giocare l’esibizione di Bruxelles dopo essersi procurata il taglio (ho commentato il match, si muoveva poco, ma non era fermo). Non è che si sono inventati la prima scusa ma avevano giò deciso lo scorso anno di farle saltare questa edizione? Non è che possiamo far intervenire il Tenente Colombo?
4. Torneo di poker su BF: non so perché mi sono iscritto a un torneo (181 i partecipanti) con buy-in di $1.20; i livelli cambiavano ogni 12 minuti!!! Non finiva più. Dopo 4 ore e mezzo eravamo ancora in tre. Il 1° nettamente in testa (450.000 chips) io mi giocavo il 2° posto (50.000 a 65.000). Sono di bottone con bui di 4.000 e 2.000 e ante di 150. Ho A,9 off-suit e vado all-in. Il grande buio, che è anche chip leader mi segue e mostra A,8. Ovviamente scende l’8 e perdo. Non mi puoi far giocare 270 minuti e poi farmi fare ’sta fine.
3. Il comportamento di Roddick a Cincinnati: sono anni che sostengo che è un finto sportivo. Nel 1° set con De Bakker (5-5, 30-15 servizio AR) gli arriva una risposta a tutto braccio centrale, lui si sposta e fa una faccia come a dire: ‘out di 1 metro’. DB si fida. Falco solo per noi, riga! Può capitare è vero; a lui, però capita troppo spesso. Per esempio: Aus Open 2008; oppure ricordo con Hewitt al Queen’s lo scorso anno. Per non parlare del match con Soderling. Poetic Justice: ha perso da 6-4, 5-2 con Fish!
2. L’affaire Lu: mi sono ulteriormente girate vedendo Ali Nili arbitrare sul centrale nei giorni successivi (almeno ha fatto una pessima figura nel match tra Rod e Robin).
1. Mirko Vucinic: sempre uguali…
Chiudo con la vicenda che più mi ha gioire e divertire, invece, è stata la vittoria di sabato dei Red Sox con Toronto grazie al fuoricampo di Jed Lowrie nell’11° inning. Dopo aver fatto il giro delle basi i compagni lo attendono a ‘home base’. Prestate attenzione al giocatore che si trova alla destra di quello direttamente davanti a lui (che è Big Papi Ortiz). Mi raccomando alla destra di Ortiz non la destra dello schermo. Il gioca tore, che è alla sua prima stagione a Boston, si chiama Adrian Beltre (ha il n° 29, quando si girerà lo noterete) e non si sa bene per quale motivo ma, odia che gli mettano le mani sulla testa. I suoi compagni lo hanno scoperto e, soprattutto Victor Martinez (n° 41), cerca in continuazione di toccargliela. Il momento di euforia generale era la situazione ideale per approfittarne e Victor non se l’è lasciata sfuggire… Fermate l’immagine al secondo 32!
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